Pier Carpi

 

 

(1940-2000)

 

 

 

Biografia 1

 

L'ottimistica previsione di Pier Carpi sulla galanteria del tempo e sulla futura riconsiderazione dell'ultimo suo sofferto romanzo, per ora non si è avverata e il problematico "Gesù contro Cristo" resta ancora abbandonato nelle soffitte polverose del dimenticatoio librario, colpevole (ma sarebbe meglio dire "in attesa di giudizio") per quella sua temeraria visione di un Cristo troppo umano, debole e fragile, che ha infastidito non poco l'ambiente ecclesiastico e che gli è costato la fredda accoglienza dell'intellighenzia culturale italiana. Direi, comunque, che, a beneficio di coloro che non hanno ancora avuto modo di valutarne il talento artistico, sarà meglio dare qualche cenno in più sulla sua figura.

Pier Carpi, morto prematuramente tre anni fa (il 26 giugno 2000), era nato a Scandiano (RE) il 16 gennaio del 1940 e, oltre che un importante giornalista, è stato anche scrittore, sceneggiatore e regista cinematografico di un certo rilievo (tra l'altro molto conosciuto anche all'estero). Un artista "a tutto tondo" insomma, anche se in questa sede, naturalmente, ci interessa analizzarne soprattutto l'operato in campo fumettistico, con però questa piccola premessa che vi prego di tenere in debito conto: il suo è sempre stato un talento, oltre che indubbio, anche un po' scomodo, o sarebbe meglio dire poco "allineato", poco "malleabile", soprattutto negli anni Settanta, quando l'anticonformismo era più facile sbandierarlo che praticarlo.


Del resto Pier Carpi qualche sgambetto ideologico lo aveva già subito quando, nel 1975, con il suo film Povero Cristo era stato selezionato per la Mostra di Venezia e poi meticolosamente fatto sparire perché a qualcuno una pellicola incentrata sulla ricerca di Cristo, soprattutto da parte delle giovani generazioni, dava parecchio fastidio. E sì che il suo precedente poema Il Vangelo di Maria, con la sua straordinaria interpretazione della Rivelazione, aveva ottenuto elogi e giudizi positivi proprio dall'ambiente clericale e perfino dal Papa. Cosa verificatasi anche per il successivo Le profezie di Papa Giovanni, saggio controverso e decisamente più commerciale, che fu dapprima accolto con diffidenza e ostracismo e divenne poi un grosso successo editoriale (ben supportato dal riconoscimento - in un certo senso "ufficiale" - delle capacità profetiche del Beato Papa con un Angelus dell'allora Pontefice Paolo VI).


Anche la sua attività in ambito teatrale (che pur gli valse un premio Nuova Espressione per il Teatro) è stata piuttosto controversa e criticata, soprattutto per le sue commedie Il Papa in vacanza e Mandrake a Dallas, mentre l'unico suo dramma, L'abbraccio, è stato poi rappresentato e ben accolto anche al festival dei Due Mondi di Spoleto.

Tornando, comunque, più specificamente all'ambito fumettistico, di Pier Carpi è certo che la sua vena creativa ha spaziato in generi e personaggi completamente diversi tra loro e le sue collaborazioni hanno avuto riscontro internazionale, riuscendo a mantenersi sempre ad un livello molto elevato; anche quando si trattava di sceneggiare storie per personaggi seriali e molto schematizzati. In particolare, il suo esordio fumettistico avviene nel 1963 quando realizza alcune storie per Topolino. Nell'anno successivo, Pier carpi si affianca alle sorelle Giussani e scrive soggetti per Diabolik. Sempre di quel periodo sono le numerose sceneggiature per Superman e Batman della DC Comics, edite da Mondadori, e realizzate anche da autori italiani. Negli stessi anni escono alcune serie ideate e realizzate ex-novo da Pier Carpi, tra le quali possiamo ricordare il personaggio di Nic Cometa, un pilota automobilistico nostrano (creato forse sulla scia del successo che, anche in Italia, aveva riscosso il "mitico" Michel Vaillant di Jean Graton) e disegnato con la consueta cura da Sergio Zaniboni ed Enrico Bagnoli.


Ma è il sodalizio editoriale con le sorelle Giussani, e di rimando con l'editore Gino Sansoni, quello che permetterà a Pier Carpi di pubblicare il meglio della sua produzione fumettistica originale; traguardo che viene raggiunto mediante una sorta di escalation artistico-creativa nella quale creazioni come Zakimort, la "Diabolik in gonnella", e il "lungocrinito" Teddy Bob, rappresentano il suo primo vero successo autoriale.


Zakimort fu pubblicata per 91 numeri a partire dall'agosto del 1965 (cui seguirono le 24 storie de "Le straordinarie avventure di Zakimort - Occhio segreto"). E' un eroina del "nero per adulti" creata proprio da Pier carpi e sviluppata graficamente da Giorgio Montorio; il suo (non trascurabile) successo fu determinato anche dal fatto di essere realizzata da un team di notevole spessore composto da Michele Gazzarri, Nino Laccisaglia ed Ennio Missaglia per i testi, e da Pietro Gamba, Flavio Bozzoli, Emilio Uberti, Michele Ricci, Floriano Bozzi ed Erminio Ardigò per i disegni.

 
Di Teddy Bob possiamo dire che raggiunse addirittura i 154 numeri (di cui gli ultimi 15 in un nuovo formato e con caratteristiche più sexy), fu anch'esso elaborato graficamente da Giorgio Montorio (che si era ispirato alla fisionomia di Prince Valiant) e disegnato, in seguito, anche da Pietro Gamba, con Gino Marchesi e Luigi Dauro. Le avventure beat di Teddy Bob e della sua gang non sono certo il capolavoro di Pier Carpi, perchè la loro serialità e una certa ripetitività commerciale ne limitano fortemente l'iniziale carica innovativa (appesantita oltretutto da una gergalità poco credibile e difficilmente attribuibile al vero movimento beat) , ma qua e là balzano all'occhio soluzioni di indubbia originalità, arricchite da quel pizzico di trasgressività che probabilmente era insita nel concept originario. Se, a distanza di trent'anni, vi dovesse capitare di rileggerle, avvertireste ancora quel sapore nostalgico e quella carica di simpatia che le aveva trasformate in un buon successo editoriale (90.000 copie per numero) in un periodo in cui il fumetto nero la faceva da padrone nelle vendite.

Nel '67 Pier Carpi torna infatti al fumetto nero, con il meno conosciuto e in un certo qual modo "minore" I Serpenti, per la Agena editoriale con i disegni di Annibale Casabianca, che avrà però una tiepida accoglienza da parte dei lettori (ne vengono, infatti, pubblicati solo 7 numeri), probabilmente anche a causa dell'insolito mix di generi: un cocktail dal sapore indefinibile e dagli ingredienti troppo fantasiosi... I serpenti sono, infatti, esseri silenziosi che strisciano nel buio, sorta di giustizieri implacabili che seminano il terrore tra i malavitosi: l'Uomo Serpente, che col suo sguardo magnetico paralizza e domina la volontà altrui e col suo anello incandescente lascia sulla carne un segno infuocato e indelebile che marchierà per sempre i suoi avversari; la Donna Serpente, la sua bellissima compagna, che con le unghie paralizzanti annulla la resistenza di ogni avversario; Peter, il bambino che è al corrente del segreto dei suoi terribili compagni e nel cui sguardo agghiacciante si legge il dramma stesso della sua esistenza ed infine Kriss, un autentico serpente che immobilizza e stritola i cattivoni di turno. Le gesta di questi terribili personaggi si svolgono a Madison, negli Stati Uniti, e l'ispettore Frank Cooper, della Squadra Omicidi, è l'unico a conoscere veramente la forza e l'implacabilità dei Serpenti, gli esseri che si nascondono nell'oscurità e che da essa escono solo al momento di raddrizzare i torti e le ingiustizie.


È di questo periodo anche il non facile impegno come direttore del giornale satirico Bertoldo, allora edito da Sansoni, nel quale si faceva sì satira di costume, ma senza mai sbilanciarsi troppo perchè eran tempi quelli in cui era estremamente facile essere tacciati di estremismo politico, cosa che a Pier Carpi non garbava affatto, nonostante quasi tutto il suo libero scrivere fosse pregno di richiami politici e sociali e non avesse peli sulla lingua o remore professionali per chi lo attaccava direttamente... Sul Bertoldo pubblica anche una serie di vignette umoristiche di cui realizza non solo i testi, ma anche i disegni.

Negli anni Settanta Pier Carpi è curatore e promotore di una serie di volumi monografici dedicati ai grandi autori del comics americano, L'Olimpo del fumetto, collana che, oltre a presentarsi come un'importante novità per la riconsiderazione del fumetto nel circuito librario, costituisce anche un tentativo di elevare questo mezzo di espressione artistica a vera e propria forma di letteratura popolare.


E' però con la rivista Horror, fondata nel 1970 con Alfredo Castelli e pubblicata dal sempre coraggioso ed illuminato editore Gino Sansoni, che le capacità editoriali e fumettistiche di Carpi giungono alla loro naturale sublimazione, permettendogli di dare libero sfogo alle sue inclinazioni creative, sempre intrise di una certa vena macabro-esoterica e di quella malcelata insofferenza per la convenzionalità piccolo-borghese di quegli anni. Nel numero 14 di Horror un sedicente lettore bolognese gli chiese pubblicamente se fosse fascista, poichè sulla rivista aveva dedicato ampio spazio al filosofo Julius Evola - considerato ad un'analisi superficiale come un pensatore di destra - ma Pier Carpi ribattè che per lui Evola era il più grande filosofo vivente e, se il lettore lo considerava fascista, che facesse pure propaganda al fascismo!


Al di là del suo evidente interesse per l'esoterismo e per la magia (che furono probabilmente i motivi principali per cui divenne massone), Pier Carpi era davvero così, troppo schietto e poco accomodante, e non si tirò indietro neppure quando, negli anni Ottanta, si trattò di difendersi dalla pesante accusa di essere un piduista ed un appartenente alla loggia massonica del Grand'Oriente d'Italia, con a capo il famigerato Licio Gelli (che comunque conosceva bene). Alla fine dell'inchiesta il suo coinvolgimento fu disconosciuto e le indagini archiviate perchè ritenute inconsistenti.


Del periodo d'oro della rivista Horror, non possiamo non sottolineare, oltre ai notevoli risultati ottenuti con alcuni dei suoi racconti e dei suoi liberi a fumetti, anche e soprattutto l'indimenticabile strip sulla strega Beatrice. Andatevi a cercare - e rileggetevi - le storielline della bella Beatrice, strega sfortunata in perenne autodafè, estatica e ieratica più dei santi o dei monsignori che affollano il teatrino metafisico della sua esecuzione e che se ne sta lì, con la sua casta nudità, ad osservare gli affanni e le facezie di diavoli ed inquisitori, e sarete d'accordo con me nel considerarla una strip unica nel suo genere... Un umorismo sottile e cinico dunque, con una naturale reticenza all'ostentazione che veniva magistralmente sublimato dal segno morbido e voluttuoso del grande Marco Rostagno, artista dotato di un indiscutibile talento grafico e tale da sembrarci ancora adesso moderno e gotico al contempo, elegante ed essenziale ma mai dimesso, e che la inarrivabile rivista di Carpi e Castelli sapeva bene come mettere in risalto.


Sempre su Horror date un'occhiata anche alle trovate macabro-surreali di Alice, la bimbetta cadaverica che con le sue bambole mummificate si aggira sarcastica sui retro-copertina (sempre e rigorosamente di Carpi e Rostagno) e ancor di più alle gag mute di Clown, la prima originalissima strip musicale cinico-felliniana, da lui ideata e disegnata a mezzatinta da Carlo Peroni (con il commento musicale del maestro Alceo Guatelli) e vi renderete conto della portata innovativa dell'arte di Pier Carpi, specie se associata, soprattutto in questo caso, a collaboratori d'indubbio talento.

Il sodalizio con Alfredo Castelli però non si esaurisce con la sospensione (davvero immeritata) della pubblicazione di Horror. Continuerà, infatti, dopo quasi un ventennio di assenza dal mondo dei fumetti, con la sua collaborazione alla più fortunata delle creature di Castelli, Martin Mystere, per il quale Pier Carpi sceneggia nel 1990 due episodi, L'eredità dei Teutoni e Il volto di Orfeo (numeri 160 e 161), e, sempre per la Bonelli editore, scrive anche diversi albi di Zona X. Tutto ciò, probabilmente, tra un intervallo e l'altro nella stesura dei numerosi successi letterari, dei quali val la pena ricordare tra i saggi Storia della Magia, I mercanti dell'occulto, Le società segrete e Il diavolo, e tra i romanzi Il romanzo di Diabolik, Sopra la nebbia, Cagliostro e Un'ombra nell'ombra.


Ricordiamo che di questi ultimi due titoli, Pier Carpi realizzò anche una versione cinematografica. Cagliostro (una buona pellicola esoterico-avventurosa) fu diretto da Daniele Pettinari nel 1970 ed interpretato dall'allora famoso "Ulisse televisivo" Bekim Fehmiu e da Evelyne Stewart. Per Un'ombra nell'ombra(1979) la regia fu fatta dello stesso Carpi. Di questo film va detto che, nonostante la dignitosità dell'opera, nobilitata tra l'altro da un cast di livello decisamente elevato (Valentina Cortese, Irene Papas, Curd Jurgens, Lara Wendell, Marisa Mell e John Philip Law fra gli altri), il film ebbe tali e tanti contrattempi e problemi nella realizzazione e nella produzione che, alla fine, ne venne fuori qualcosa di decisamente diverso da quello che l'autore aveva in mente, con in più il grosso handicap di una distribuzione limitata e approssimativa. Che si trattasse di una storia scomoda e, in un certo qual modo, poco politically correct non v'è dubbio, dato che vi si narrava delle peripezie di una giovane - nata dal connubio tra il demonio e una sacerdotessa satanista durante una messa nera - che era intenzionata ad attentare nientemeno che alla vita del Pontefice, ma che ciò meritasse un tale ostracismo o, ancor peggio, un vero e proprio obnubilamento, è rivelatore di una certa prevenzione nei confronti dell'ultima fase della parabola artistica di Pier Carpi. Anche noi preferiamo ricordarlo ai tempi d'oro della direzione di Horroro in quelli della collaborazione giornalistica per il quotidiano Il Giornosul quale tenne, per la prima volta in Italia, una rubrica settimanale di informazione sul fumetto, condivisa con il critico e sceneggiatore Michele Gazzarri, in contemporanea alla pubblicazione sullo stesso quotidiano, nel supplemento Il Giorno dei Ragazzi, della serie a fumetti de I Naufraghi e Lancillotto.


C'è stato dunque un periodo in cui queste sue indiscutibili potenzialità artistiche gli sono state riconosciute e gli hanno fruttato premi e segnalazioni di grande prestigio come il Premio Bancarella, il Premio internazionale di giornalismo, il Premio Linus, il Gran Guinigi a Lucca e, in ambito cinematografico, la selezione a Cannes e a Venezia, ma si resta perplessi per la scarsa considerazione che al presente gli viene riservata.

(Gianpaolo Saccomano)

 

Biografia 2

 

Arnaldo Piero "Pier" Carpi

 

Nasce a Scandiano (Reggio Emilia, Italia) il 16 gennaio 1940. A ventuno anni, nel 1961, a Milano entra come redattore al giornale satirico Bertoldo, edito da Gino Sansoni, e manterrà con l'editore un rapporto di intensa collaborazione fino agli anni Settanta.


E' determinante la sua collaborazione con le sorelle Giussani per la creazione di Diabolik e per la scelta del personaggio (scrive alcune sceneggiature dei primi numeri) dato che tale scelta doveva cadere su due proposte, una delle quali era Diabolicus. Suo sarà il "Romanzo di Diabolik" in edicola nel 1969 per i tipi di Sansoni e dirigerà la collana .


Inizia subito a collaborare con varie case editrici, creando anche, con un segno molto personale, strisce umoristiche e vignette per periodici come Il Giallo Mondadori, Segretissimo e Settimana Radio TV. Nel 1963 entra ufficialmente nel mondo del fumetto scrivendo per Mondadori sceneggiature per il settimanale Topolino e testi delle avventure italiane di Batman e Superman. Crea nuovi personaggi e scrive una quantità di sceneggiature per Sansoni, alternandosi nella sceneggiatura a Michele Gazzarri: nascono così I Naufraghi e Lancillotto, disegnati da Sergio Zaniboni, le avventure di Zakimort (una sorta di Diabolik al femminile, dal 1965), le testate avventurose in chiave beat Teddy Bob e Boy.


Elabora una versione a fumetti di Pinocchio, illustrata da Giovanni Manca, e fonda nel 1970 con Alfredo Castelli la rivista Horror. Nel 1971 al Salone internazionale di Lucca riceve il premio Yellov Kid quale migliore autore di fumetti dell'anno.


A metà degli anni Settanta abbandona il mondo dei fumetti, e dopo una lunga parentesi vi ritornerà soltanto negli anni Novanta per collaborare a Zona X, testata contenitore della Sergio Bonelli Editore.
Muore a Viadana (Mantova, Italia) il 26 giugno 2000.



Aggiornamenti
Nel 2003 l'Editoriale Mercury ripubblica in edizione amatoriale un numero speciale di Zakimort.
Nel 2004 la moglie di Pier Carpi, Franca Bigliardi (premio L'Espresso con il racconto "Il Ventre di Maria" da cui fu tratto l´omonimo film per la regia di Memè Perlini), acconsente alla ripubblicazione delle opere editoriali, dai fumetti alla narrativa, e viene iniziata la catalogazione delle opere, con l'intenzione di creare un sito internet ufficiale per l'informazione sulle opere stesse e per la gestione dei relativi diritti d'autore, anche di inediti (come la sceneggiatura del film-verità sulla vita e i misteri del maestro venerabile Licio Gelli, per la quale sono già in corso trattative).

Note bibliografiche

Narrativa e la saggistica
Debutta con "La morte facile" (1964); seguono moltissimi libri tra cui "Il romanzo di Diabolik" e "Storia della magia" (1968), "Il mistero di Sherlock Holmes" e "Le società segrete" (1969), "Cagliostro il taumaturgo" (1972), "I mercanti dell'occulto" (1974), "Un Ombra nell´Ombra" e "Rasputin ultimo profeta" (1975), "Le profezie di Papa Giovanni XXIII" (1977), "Palazzo d´Estate" (1978), "La Banda Kennedy" (1980; nuova edizione nel 1990), "Il caso Gelli" (1982), "Il diavolo" (1988), "Il venerabile" (1993), "Gesù contro Cristo" (1999).


Giornalismo
Collabora con importanti testate italiane e straniere, tra le quali Stern, Gente, Panorama, La Domenica del Corriere, prestando la sua opera di inviato speciale.


Cinema
Realizza il film "Cagliostro" per la 20th Century Fox, "Povero Cristo" per la Nord Film e "Un Ombra nell'Ombra" per la RassyFilm, lavorando con artisti quali Valentina Cortese, Irene Papas, Curd Jurgens, Rosanna Schiaffino, Anne Heywood, John Phillip Law.


Teatro
Realizza il dramma religioso "L'abbraccio" (premiato al Festival dei Due Mondi di Spoleto), "Il Papa in vacanza" e "Mandrake a Dallas".


Altri premi
Il Premio internazionale di giornalismo, l'Hans Cristian Andersen per la fiaba, il premio Carlomagno di Acquisgrana, il Bancarella e il Bancarellino, il premio Carlo Alberto Dalla Chiesa e il premio J.L. Borges.
Per il cinema è stato selezionato alla Biennale di Venezia e al Festival di Cannes.

 

Biografia 3

(DIABOLIK)

Ecco due righe, per gli amanti di Diabolik.... "Io mi faccio un fumettino per conto mio". Così Angela Giussani annunziò a suo marito, l'editore Gino Sansoni, l'intenzione di realizzare un proprio personaggio. Milanese, classe 1922, una breve carriera di modella, Angela era entrata per caso nel mondo dell'editoria, avendo sposato Sansoni.

Per capire i gusti dei suoi potenziali clienti, Angela fece un'indagine di mercato da cui scaturì che molti in viaggio leggevano romanzi gialli, anche se tradizione vuole che l'intuizione le arrivò per caso grazie a un libro trovato abbandonato in treno, un romanzo di Fantomas. Fu così che la Giussani decise di ispirarsi al celebre criminale letterario e fare del protagonista del suo fumetto un inafferabile ladro trasformista, quindi stese un soggetto che poi Sansoni affidò per la sceneggiatura al giovane scrittore Pier Carpi (1940-2000),

Bisognava trovare un nome per il personaggio: Angela era indecisa tra Diabolicus e Diabolik, Carpi la convinse per quest'ultimo. Per i disegni fu chiamato l'illustratore Zarcone. Il 1° novembre 1962 debuttava così in edicola a 150 lire il primo numero di Diabolik, dal titolo "Il re del terrore" (è uno degli attributi di Fantomas). Si trattava di un albo brossurato in formato tascabile di 11,5x17 cm di 128 pagine in bianco e nero. La copertina era realizzata da Brenno Fiumali. Fisicamente ispirato all'attore Robert Taylor, Diabolik agisce in calzamaglia nera, che ne lascia scoperti solo gli occhi dallo sguardo di ghiaccio. Atletico, spietato, astuto, egli ha grandi conoscenze tecniche con cui appronta numerosi trucchi per i suoi colpi, per la sua auto (una Jaguar E-Type Coupé) e per i suoi rifugi.

Con il n. 3 ("L'arresto di Diabolik") arrivò Eva Kant, che si innamorò di Diabolik, lo fece fuggire e si unì a lui nelle sue imprese. Anche Ginko conobbe l'amore nel n. 22 del 1964, "Il grande ricatto" in cui apparve per la prima volta la duchessa Altea di Vallenberg che ne diventò l'eterna fidanzata. Teatro delle gesta di Diabolik inizialmente fu la Francia meridionale, in particolare Marsiglia, poi le Giussani preferirono creare una città fittizia, Clerville, che in seguito si chiarì essere una città-stato.

Il Diabolik degli esordi era cinico, avido, violento, non si fermava davanti a nulla per raggiungere i suoi scopi e uccideva senza alcun rimorso. Eva appariva piuttosto impacciata, soggiogata dalla personalità dell'amante, i cui eccessi spesso la facevano inorridire. I primi numeri di Diabolik furono accolti piuttosto tiepidamente, anche perché distribuiti in modo limitato.

Gli anni '70 videro consolidare il successo di Diabolik e, nel contempo, il tramonto dei suoi efferati concorrenti, confermando vincente la scelta delle Giussani di non eccedere in violenza ed erotismo. Verso la metà dei '70 il giornale raggiunse la tiratura di ben 400.000 copie.

Diabolik nei '70 è cambiato: non è più spietato e violento come agli esordi, ma ora segue un suo personale codice morale, è leale e riconoscente verso chi lo aiuta, detesta chi si approfitta delle debolezze altrui, uccide solo se necessario ed è innamoratissimo di Eva, restandole sempre fedele.

 
Nei colpi che progetta il criminale non cerca più solo il guadagno, ma soprattutto l'emozione della sfida. Il n. 5 (107) del 1968, il celebre "Diabolik, chi sei?", fa un po' di luce sul suo passato: unico sopravvissuto di un naufragio, giunse in fasce su un'isola fuori delle normali rotte, fu allevato dagli uomini del malvivente King e da loro apprese le più svariate tecniche criminali. Diventato adulto, uccise King e fuggì dall'isola con il tesoro della banda, adottando il nome di una feroce pantera nera a cui King lo aveva paragonato.
Anche Eva si è evoluta rispetto agli esordi ed è ora una donna sicura, emancipata, autonoma, pronta a tutto per salvare il suo uomo. In principio si dava a intendere che Eva avesse avuto un passato burrascoso, poi si è chiarito che prima di Diabolik tutti i suoi incontri erano stati platonici, compreso quello con il defunto marito, Lord Antony Kant, fratello del padre naturale di Eva. Essendo figlia illegittima, Eva lo aveva sposato solo per acquisire il diritto a portarne il nome.

Ginko rimane sostanzialmente lo stesso, un poliziotto acuto e integerrimo trattato dal suo avversario con grande rispetto perché spesso riesce a metterlo in difficoltà, destinato a perdere senza però mai scoraggiarsi. Infine, anche Altea nei '70 si è trasformata, ha abbandonato i titoli nobiliari ed è diventata una donna moderna e risoluta, vero e proprio contraltare di Eva.

. Autrice dei soggetti di Diabolik fu sempre Angela, cui si affiancò Luciana dal 1964. Molti altri furono autori o coautori delle trame: queste erano sviluppate in riunioni collegiali con le due sorelle per mettere a punto con coerenza i trucchi dei furti e delle fughe in modo da realizzare un racconto avvincente e verosimile, logicamente ineccepibile.


Di molti autori i lettori di Diabolik non hanno mai saputo, perché gli unici nomi che apparivano erano quelli delle Giussani: solo dal 1992 per ogni episodio furono riportati i suoi realizzatori.


Anche negli anni '80 e '90 il successo di Diabolik continuò immutato. Dal 1981 la periodicità passò a mensile, tranne che a luglio e ad agosto quando c'erano due uscite quindicinali. Angela Giussani scomparve nel 1987 e Luciana continuò da sola a curare i soggetti. Non riuscendo a produrre più la stessa mole di materiale del passato, ridusse la periodicità da mensile a bimestrale dal 1989, passando gradualmente le incombenze direttive alla rientrata Martinelli, che dal 1992 diventò direttrice responsabile, mentre la casa editrice fu ribattezzata Nuova Astorina.

 
Nel 2001 la Panini pubblicò una raccolta di figurine tratte dai cartoni animati. Nello stesso anno scomparve Luciana.
Sul motivo del successo di Diabolik si sono versati fiumi di inchiostro. In lui si è voluta vedere l'idealizzazione dei comportamenti di rottura dei giovani nei confronti della famiglia e della società, un rifiuto delle convenzioni e una "risposta al perbenismo imperante in quegli anni" (parole di Angela Giussani) che trovano nell'eroe nero la loro apoteosi, giustificando gli atteggiamenti di aggressività individuale. In quest'ottica, il poliziotto antagonista diventa il simbolo del resto dell'umanità, patetica ed eternamente perdente. Ma al di là delle interpretazioni sociologiche di chi conosce (o crede di conoscere...) Diabolik, il vero segreto del successo è nell'accuratezza delle trame e nell'avvincente atmosfera di suspence che stimola il lettore a chiedersi come farà la più celebre coppia di amanti-criminali del fumetto a portare a segno il colpo di turno, eludendo i controlli e sfuggendo come sempre all'arresto.

Quarantatrè anni di onorata carriera: Diabolik ed Eva coppia perfetta?

 


Il romanzo di Diabolik n. 1 (lug/dic 1967) – Pier Carpi
Adattamento da Il mistero della camera chiusa (2° Serie, n.2) e Scacco alla malavita (2° Serie, n.12)

              

              

              

        

“Il romanzo di Diabolik”  Collana diretta da Pier Carpi

 

Biografia 4

 

Pier Carpi, dai fumetti alla narrativa al cinema


A quattro anni dalla scomparsa del poliedrico Pier Carpi (soggettista, sceneggiatore, disegnatore, scrittore, giornalista e regista cinematografico, conosciuto pure come Arnaldo Piero Carpi), nato il 16 gennaio del 1940 a Scandiano (Re) è morto a Viadana (Mn) il 26 giugno del 2000, per volontà della moglie Franca Bigliardi (premio L'Espresso con il racconto Il ventre di Maria da cui fu tratto l'omonimo film per la regia di Memè Perlini) è stata decisa la disponibilità dei diritti d'autore per la ripubblicazione delle sue opere editoriali.

Dai fumetti alla narrativa, saranno riproposti i più importanti e significativi lavori eseguiti in circa 40 anni di ininterrotta attività iniziata nel 1961 a Milano entrando come redattore al Bertoldo, edito da Gino Sansoni.
Grazie alla collaborazione di Salvatore Vaglica, nominato procuratore per la tutela del patrimonio letterario e già amico di Pier Carpi, oltre che di altri amici come Graziano Origa, sua l'Enciclopedia del fumetto delle Edizioni Ottaviano, e dell'editore Ferruccio Arnoldi, saranno catalogate tutte le opere per la creazione di un museo virtuale on line e per la diffusione delle informazioni circa la disponibilità dello stesso patrimonio letterario e dei relativi diritti d'autore.

Anche le opere editoriali inedite saranno sottoposte a verifica per la loro pubblicazione mentre per quelle cinematografiche - tra le quali la sceneggiatura del film-verità sulla vita ed i misteri del maestro venerabile Licio Gelli - sono in corso alcune trattative per la cessione dei diritti mondiali ad una importante casa di produzione italiana.

Intanto nel 2003 l'Editoriale Mercury ha ripubblicato per gli amatori ed i collezionisti più raffinati un numero speciale di Zakimort, disponibile anche on line al prezzo di copertina di circa 30 euro.

Pier Carpi inizia a collaborare nel 1961 con varie case editrici, creando diverse strisce di natura umoristica e realizzando lavori per periodici quali Il giallo Mondadori, Segretissimo e Settimana radio tv. Nel 1963 entra ufficialmente nel mondo del fumetto scrivendo varie sceneggiature per il periodico Topolino, e realizzando anche i testi delle avventure italiane di Batman e Superman, sempre per Mondadori.

Paperino e la giubba spaziale, Pier Carpi  e Luciano Gatto
Vignetta tratta da Paperino e la giubba spaziale (1966)
Disegni di Luciano Gatto

Oltre alla creazione di altri personaggi, I Naufraghi e Lancillotto, con la collaborazione di Sergio Zaniboni, realizza pure i testi per le storie di Zakimort (una sorta di Diabolik al femminile) e Teddy Bob. Dopo avere elaborato una versione a fumetti di Pinocchio, con disegni di Giovanni Manca, fonda nel 1970 con Alfredo Castelli la rivista Horror e nel 1971 al salone Internazionale di Lucca riceve il premio Yellov Kid d'oro quale migliore autore di fumetti dell'anno. Fu anche determinante la sua collaborazione con le sorelle Giussani per la creazione di Diabolik e per la scelta del personaggio (sue alcune delle sceneggiature dei primi numeri) dato che tale scelta doveva cadere su due proposte, una delle quali era Diabolicus.

Per la narrativa e la saggistica Pier Carpi debutta con La morte facile (1964), e scrive moltissimi libri tra cui Il romanzo di Diabolik e Storia della magia (1968), Il mistero di Sherlock Holmes e Le società segrete (1969), Cagliostro il taumaturgo (1972), I mercanti dell'occulto (1974), Un ombra nell'ombra e Rasputin ultimo profeta (1975), Le profezie di Papa Giovanni XXIII (1977), Palazzo d'Estate (1978), La Banda Kennedy (2 edizioni 1980 e 1990), Il caso Gelli (1982), Il diavolo (1988), Il Venerabile (1993), Gesù contro Cristo (1999).

Pier Carpi, Cagliostro
Cagliostro

Come giornalista collabora con importanti testate italiane e straniere, tra le quali Stern, Gente, Panorama, La Domenica del Corriere, prestando la sua opera di inviato speciale.
Nel campo cinematografico ha realizzato il film Cagliostro per la 20 Century Fox, Povero Cristo per la Nord Film e Un ombra nell'ombra per la RassyFilm, lavorando con artisti quali Valentina Cortese, Irene Papas, Curd Jurgens, Rosanna Schiaffino, Anne Heywood, John Phillip Law.
Per il teatro ha realizzato il dramma religioso L'abbraccio (Premio al Festival dei due Mondi di Spoleto), Il Papa in vacanza e Mandrake a Dallas.

Nella sua carriera ha vinto altri importanti premi come quello internazionale di giornalismo, l'Hans Cristian Andersen per la fiaba, il premio Carlomagno di Acquisgrana, il Bancarella e il Bancarellino, il premio Carlo Alberto Dalla Chiesa e il premio J. L. Borges. Per il cinema è stato selezionato alla Biennale di Venezia e al Festival di Cannes.

 

 

 

PIER CARPI REDUX

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