Pier
Carpi

(1940-2000)
Biografia
1
L'ottimistica previsione di Pier Carpi sulla galanteria del tempo e sulla futura riconsiderazione dell'ultimo suo sofferto romanzo, per ora non si è avverata e il problematico "Gesù contro Cristo" resta ancora abbandonato nelle soffitte polverose del dimenticatoio librario, colpevole (ma sarebbe meglio dire "in attesa di giudizio") per quella sua temeraria visione di un Cristo troppo umano, debole e fragile, che ha infastidito non poco l'ambiente ecclesiastico e che gli è costato la fredda accoglienza dell'intellighenzia culturale italiana. Direi, comunque, che, a beneficio di coloro che non hanno ancora avuto modo di valutarne il talento artistico, sarà meglio dare qualche cenno in più sulla sua figura.
Pier Carpi, morto
prematuramente tre anni fa (il 26 giugno 2000), era nato a Scandiano (RE) il 16
gennaio del 1940 e, oltre che un importante giornalista, è stato anche
scrittore, sceneggiatore e regista cinematografico di un certo rilievo (tra
l'altro molto conosciuto anche all'estero). Un artista "a tutto
tondo" insomma, anche se in questa sede, naturalmente, ci interessa
analizzarne soprattutto l'operato in campo fumettistico, con però questa
piccola premessa che vi prego di tenere in debito conto: il suo è sempre stato
un talento, oltre che indubbio, anche un po' scomodo, o sarebbe meglio dire
poco "allineato", poco "malleabile", soprattutto negli anni
Settanta, quando l'anticonformismo era più facile sbandierarlo che praticarlo.
Del resto Pier Carpi qualche sgambetto ideologico lo aveva già subito quando,
nel 1975, con il suo film Povero Cristo era stato selezionato per la
Mostra di Venezia e poi meticolosamente fatto sparire perché a qualcuno una
pellicola incentrata sulla ricerca di Cristo, soprattutto da parte delle
giovani generazioni, dava parecchio fastidio. E sì che il suo precedente poema Il
Vangelo di Maria, con la sua straordinaria interpretazione della
Rivelazione, aveva ottenuto elogi e giudizi positivi proprio dall'ambiente
clericale e perfino dal Papa. Cosa verificatasi anche per il successivo Le
profezie di Papa Giovanni, saggio controverso e decisamente più
commerciale, che fu dapprima accolto con diffidenza e ostracismo e divenne poi
un grosso successo editoriale (ben supportato dal riconoscimento - in un certo
senso "ufficiale" - delle capacità profetiche del Beato Papa con un
Angelus dell'allora Pontefice Paolo VI).
Anche la sua attività in ambito teatrale (che pur gli valse un premio Nuova
Espressione per il Teatro) è stata piuttosto controversa e criticata,
soprattutto per le sue commedie Il Papa in vacanza e Mandrake a
Dallas, mentre l'unico suo dramma, L'abbraccio, è stato poi
rappresentato e ben accolto anche al festival dei Due Mondi di Spoleto.
Tornando, comunque, più
specificamente all'ambito fumettistico, di Pier Carpi è certo che la sua vena
creativa ha spaziato in generi e personaggi completamente diversi tra loro e le
sue collaborazioni hanno avuto riscontro internazionale, riuscendo a mantenersi
sempre ad un livello molto elevato; anche quando si trattava di sceneggiare
storie per personaggi seriali e molto schematizzati. In particolare, il suo
esordio fumettistico avviene nel 1963 quando realizza alcune storie per
Topolino. Nell'anno successivo, Pier carpi si affianca alle sorelle Giussani
e scrive soggetti per Diabolik. Sempre di quel periodo sono le
numerose sceneggiature per Superman e Batman della
DC Comics, edite da Mondadori, e realizzate anche da autori italiani. Negli
stessi anni escono alcune serie ideate e realizzate ex-novo da Pier
Carpi, tra le quali possiamo ricordare il personaggio di Nic Cometa,
un pilota automobilistico nostrano (creato forse sulla scia del successo che,
anche in Italia, aveva riscosso il "mitico" Michel Vaillant
di Jean Graton) e disegnato con la consueta cura da Sergio Zaniboni
ed Enrico Bagnoli.
Ma è il sodalizio editoriale con le sorelle Giussani, e di rimando con
l'editore Gino Sansoni, quello che permetterà a Pier Carpi di pubblicare
il meglio della sua produzione fumettistica originale; traguardo che viene
raggiunto mediante una sorta di escalation artistico-creativa nella
quale creazioni come Zakimort, la "Diabolik in
gonnella", e il "lungocrinito" Teddy Bob,
rappresentano il suo primo vero successo autoriale.
Zakimort fu pubblicata per 91 numeri a partire dall'agosto del 1965 (cui
seguirono le 24 storie de "Le straordinarie avventure di Zakimort - Occhio
segreto"). E' un eroina del "nero per adulti" creata proprio da
Pier carpi e sviluppata graficamente da Giorgio Montorio; il suo (non
trascurabile) successo fu determinato anche dal fatto di essere realizzata da
un team di notevole spessore composto da Michele Gazzarri, Nino
Laccisaglia ed Ennio Missaglia per i testi, e da Pietro Gamba,
Flavio Bozzoli, Emilio Uberti, Michele Ricci, Floriano
Bozzi ed Erminio Ardigò per i disegni.
Di Teddy Bob possiamo dire che raggiunse addirittura i 154 numeri (di cui gli
ultimi 15 in un nuovo formato e con caratteristiche più sexy), fu anch'esso
elaborato graficamente da Giorgio Montorio (che si era ispirato alla fisionomia
di Prince Valiant) e disegnato, in seguito, anche da Pietro
Gamba, con Gino Marchesi e Luigi Dauro. Le avventure beat
di Teddy Bob e della sua gang non sono certo il capolavoro di Pier Carpi,
perchè la loro serialità e una certa ripetitività commerciale ne limitano
fortemente l'iniziale carica innovativa (appesantita oltretutto da una
gergalità poco credibile e difficilmente attribuibile al vero movimento beat)
, ma qua e là balzano all'occhio soluzioni di indubbia originalità, arricchite
da quel pizzico di trasgressività che probabilmente era insita nel concept
originario. Se, a distanza di trent'anni, vi dovesse capitare di rileggerle,
avvertireste ancora quel sapore nostalgico e quella carica di simpatia che le
aveva trasformate in un buon successo editoriale (90.000 copie per numero) in
un periodo in cui il fumetto nero la faceva da padrone nelle vendite.
Nel '67 Pier Carpi torna
infatti al fumetto nero, con il meno conosciuto e in un certo qual modo
"minore" I Serpenti, per la Agena editoriale con i disegni di Annibale
Casabianca, che avrà però una tiepida accoglienza da parte dei lettori
(ne vengono, infatti, pubblicati solo 7 numeri), probabilmente anche a causa
dell'insolito mix di generi: un cocktail dal sapore indefinibile e dagli
ingredienti troppo fantasiosi... I serpenti sono, infatti, esseri silenziosi
che strisciano nel buio, sorta di giustizieri implacabili che seminano il
terrore tra i malavitosi: l'Uomo Serpente, che col suo sguardo
magnetico paralizza e domina la volontà altrui e col suo anello incandescente
lascia sulla carne un segno infuocato e indelebile che marchierà per sempre i
suoi avversari; la Donna Serpente, la sua bellissima compagna,
che con le unghie paralizzanti annulla la resistenza di ogni avversario; Peter,
il bambino che è al corrente del segreto dei suoi terribili compagni e nel cui
sguardo agghiacciante si legge il dramma stesso della sua esistenza ed infine Kriss,
un autentico serpente che immobilizza e stritola i cattivoni di turno. Le gesta
di questi terribili personaggi si svolgono a Madison, negli Stati Uniti, e
l'ispettore Frank Cooper, della Squadra Omicidi, è l'unico a
conoscere veramente la forza e l'implacabilità dei Serpenti, gli esseri che si
nascondono nell'oscurità e che da essa escono solo al momento di raddrizzare i
torti e le ingiustizie.
È di questo periodo anche il non facile impegno come direttore del giornale satirico
Bertoldo, allora edito da Sansoni, nel quale si faceva sì satira di costume, ma
senza mai sbilanciarsi troppo perchè eran tempi quelli in cui era estremamente
facile essere tacciati di estremismo politico, cosa che a Pier Carpi non
garbava affatto, nonostante quasi tutto il suo libero scrivere fosse pregno di
richiami politici e sociali e non avesse peli sulla lingua o remore
professionali per chi lo attaccava direttamente... Sul Bertoldo pubblica anche
una serie di vignette umoristiche di cui realizza non solo i testi, ma anche i
disegni.
Negli anni Settanta Pier
Carpi è curatore e promotore di una serie di volumi monografici dedicati ai
grandi autori del comics americano, L'Olimpo del fumetto, collana che,
oltre a presentarsi come un'importante novità per la riconsiderazione del
fumetto nel circuito librario, costituisce anche un tentativo di elevare questo
mezzo di espressione artistica a vera e propria forma di letteratura popolare.
E' però con la rivista Horror, fondata nel 1970 con Alfredo Castelli e
pubblicata dal sempre coraggioso ed illuminato editore Gino Sansoni, che le
capacità editoriali e fumettistiche di Carpi giungono alla loro naturale
sublimazione, permettendogli di dare libero sfogo alle sue inclinazioni
creative, sempre intrise di una certa vena macabro-esoterica e di quella
malcelata insofferenza per la convenzionalità piccolo-borghese di quegli anni.
Nel numero 14 di Horror un sedicente lettore bolognese gli chiese pubblicamente
se fosse fascista, poichè sulla rivista aveva dedicato ampio spazio al filosofo
Julius Evola - considerato ad un'analisi superficiale come un pensatore di
destra - ma Pier Carpi ribattè che per lui Evola era il più grande filosofo
vivente e, se il lettore lo considerava fascista, che facesse pure propaganda
al fascismo!
Al di là del suo evidente interesse per l'esoterismo e per la magia (che furono
probabilmente i motivi principali per cui divenne massone), Pier Carpi era
davvero così, troppo schietto e poco accomodante, e non si tirò indietro
neppure quando, negli anni Ottanta, si trattò di difendersi dalla pesante
accusa di essere un piduista ed un appartenente alla loggia massonica del
Grand'Oriente d'Italia, con a capo il famigerato Licio Gelli (che
comunque conosceva bene). Alla fine dell'inchiesta il suo coinvolgimento fu
disconosciuto e le indagini archiviate perchè ritenute inconsistenti.
Del periodo d'oro della rivista Horror, non possiamo non sottolineare, oltre ai
notevoli risultati ottenuti con alcuni dei suoi racconti e dei suoi liberi a fumetti,
anche e soprattutto l'indimenticabile strip sulla strega Beatrice.
Andatevi a cercare - e rileggetevi - le storielline della bella Beatrice,
strega sfortunata in perenne autodafè, estatica e ieratica più dei santi o dei
monsignori che affollano il teatrino metafisico della sua esecuzione e che se
ne sta lì, con la sua casta nudità, ad osservare gli affanni e le facezie di
diavoli ed inquisitori, e sarete d'accordo con me nel considerarla una strip
unica nel suo genere... Un umorismo sottile e cinico dunque, con una naturale
reticenza all'ostentazione che veniva magistralmente sublimato dal segno
morbido e voluttuoso del grande Marco Rostagno, artista dotato di un
indiscutibile talento grafico e tale da sembrarci ancora adesso moderno e
gotico al contempo, elegante ed essenziale ma mai dimesso, e che la
inarrivabile rivista di Carpi e Castelli sapeva bene come mettere in risalto.
Sempre su Horror date un'occhiata anche alle trovate macabro-surreali di Alice,
la bimbetta cadaverica che con le sue bambole mummificate si aggira sarcastica
sui retro-copertina (sempre e rigorosamente di Carpi e Rostagno) e ancor di più
alle gag mute di Clown, la prima originalissima strip
musicale cinico-felliniana, da lui ideata e disegnata a mezzatinta da Carlo
Peroni (con il commento musicale del maestro Alceo Guatelli) e vi
renderete conto della portata innovativa dell'arte di Pier Carpi, specie se
associata, soprattutto in questo caso, a collaboratori d'indubbio talento.
Il sodalizio con Alfredo
Castelli però non si esaurisce con la sospensione (davvero immeritata) della
pubblicazione di Horror. Continuerà, infatti, dopo quasi un ventennio di
assenza dal mondo dei fumetti, con la sua collaborazione alla più fortunata
delle creature di Castelli, Martin Mystere, per il quale Pier Carpi
sceneggia nel 1990 due episodi, L'eredità dei Teutoni e Il volto di Orfeo
(numeri 160 e 161), e, sempre per la Bonelli editore, scrive anche diversi albi
di Zona X. Tutto ciò, probabilmente, tra un intervallo e l'altro nella
stesura dei numerosi successi letterari, dei quali val la pena ricordare tra i
saggi Storia della Magia, I mercanti dell'occulto, Le società
segrete e Il diavolo, e tra i romanzi Il romanzo di Diabolik,
Sopra la nebbia, Cagliostro e Un'ombra nell'ombra.
Ricordiamo che di questi ultimi due titoli, Pier Carpi realizzò anche una
versione cinematografica. Cagliostro (una buona pellicola
esoterico-avventurosa) fu diretto da Daniele Pettinari nel 1970 ed
interpretato dall'allora famoso "Ulisse televisivo" Bekim Fehmiu
e da Evelyne Stewart. Per Un'ombra nell'ombra(1979) la regia fu fatta
dello stesso Carpi. Di questo film va detto che, nonostante la dignitosità
dell'opera, nobilitata tra l'altro da un cast di livello decisamente elevato (Valentina
Cortese, Irene Papas, Curd Jurgens, Lara Wendell,
Marisa Mell e John Philip Law fra gli altri), il film ebbe tali e
tanti contrattempi e problemi nella realizzazione e nella produzione che, alla
fine, ne venne fuori qualcosa di decisamente diverso da quello che l'autore
aveva in mente, con in più il grosso handicap di una distribuzione limitata e
approssimativa. Che si trattasse di una storia scomoda e, in un certo qual
modo, poco politically correct non v'è dubbio, dato che vi si narrava
delle peripezie di una giovane - nata dal connubio tra il demonio e una
sacerdotessa satanista durante una messa nera - che era intenzionata ad
attentare nientemeno che alla vita del Pontefice, ma che ciò meritasse un tale
ostracismo o, ancor peggio, un vero e proprio obnubilamento, è rivelatore di una
certa prevenzione nei confronti dell'ultima fase della parabola artistica di
Pier Carpi. Anche noi preferiamo ricordarlo ai tempi d'oro della direzione di
Horroro in quelli della collaborazione giornalistica per il quotidiano Il
Giornosul quale tenne, per la prima volta in Italia, una rubrica settimanale di
informazione sul fumetto, condivisa con il critico e sceneggiatore Michele
Gazzarri, in contemporanea alla pubblicazione sullo stesso quotidiano,
nel supplemento Il Giorno dei Ragazzi, della serie a fumetti de I Naufraghi
e Lancillotto.
C'è stato dunque un periodo in cui queste sue indiscutibili potenzialità
artistiche gli sono state riconosciute e gli hanno fruttato premi e
segnalazioni di grande prestigio come il Premio Bancarella, il Premio internazionale
di giornalismo, il Premio Linus, il Gran Guinigi a Lucca e, in ambito
cinematografico, la selezione a Cannes e a Venezia, ma si resta perplessi per
la scarsa considerazione che al presente gli viene riservata.
(Gianpaolo Saccomano)
Biografia
2
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Arnaldo
Piero "Pier" Carpi |
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Nasce a
Scandiano (Reggio Emilia, Italia) il 16 gennaio 1940. A ventuno anni, nel
1961, a Milano entra come redattore al giornale satirico Bertoldo,
edito da Gino Sansoni, e manterrà con l'editore un rapporto di intensa
collaborazione fino agli anni Settanta.
Note bibliografiche
Narrativa
e la saggistica
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Biografia 3
(DIABOLIK)
Ecco
due righe, per gli amanti di Diabolik.... "Io mi faccio un fumettino per
conto mio". Così Angela Giussani annunziò a suo marito, l'editore Gino
Sansoni, l'intenzione di realizzare un proprio personaggio. Milanese, classe
1922, una breve carriera di modella, Angela era entrata per caso nel mondo
dell'editoria, avendo sposato Sansoni.
Per capire i gusti dei suoi potenziali clienti, Angela fece un'indagine di
mercato da cui scaturì che molti in viaggio leggevano romanzi gialli, anche se
tradizione vuole che l'intuizione le arrivò per caso grazie a un libro trovato
abbandonato in treno, un romanzo di Fantomas. Fu così che la Giussani decise di
ispirarsi al celebre criminale letterario e fare del protagonista del suo
fumetto un inafferabile ladro trasformista, quindi stese un soggetto che poi
Sansoni affidò per la sceneggiatura al giovane scrittore Pier Carpi
(1940-2000),
Bisognava trovare un nome per il personaggio: Angela era indecisa tra
Diabolicus e Diabolik, Carpi la convinse per quest'ultimo. Per i disegni fu
chiamato l'illustratore Zarcone. Il 1° novembre 1962 debuttava così in edicola
a 150 lire il primo numero di Diabolik, dal titolo "Il re del
terrore" (è uno degli attributi di Fantomas). Si trattava di un albo
brossurato in formato tascabile di 11,5x17 cm di 128 pagine in bianco e nero.
La copertina era realizzata da Brenno Fiumali. Fisicamente ispirato all'attore
Robert Taylor, Diabolik agisce in calzamaglia nera, che ne lascia scoperti solo
gli occhi dallo sguardo di ghiaccio. Atletico, spietato, astuto, egli ha grandi
conoscenze tecniche con cui appronta numerosi trucchi per i suoi colpi, per la
sua auto (una Jaguar E-Type Coupé) e per i suoi rifugi.
Con il n. 3 ("L'arresto di Diabolik") arrivò Eva Kant, che si
innamorò di Diabolik, lo fece fuggire e si unì a lui nelle sue imprese. Anche
Ginko conobbe l'amore nel n. 22 del 1964, "Il grande ricatto" in cui
apparve per la prima volta la duchessa Altea di Vallenberg che ne diventò
l'eterna fidanzata. Teatro delle gesta di Diabolik inizialmente fu la Francia
meridionale, in particolare Marsiglia, poi le Giussani preferirono creare una
città fittizia, Clerville, che in seguito si chiarì essere una città-stato.
Il Diabolik degli esordi era cinico, avido, violento, non si fermava davanti a
nulla per raggiungere i suoi scopi e uccideva senza alcun rimorso. Eva appariva
piuttosto impacciata, soggiogata dalla personalità dell'amante, i cui eccessi
spesso la facevano inorridire. I primi numeri di Diabolik furono accolti
piuttosto tiepidamente, anche perché distribuiti in modo limitato.
Gli anni '70 videro consolidare il successo di Diabolik e, nel contempo, il
tramonto dei suoi efferati concorrenti, confermando vincente la scelta delle
Giussani di non eccedere in violenza ed erotismo. Verso la metà dei '70 il
giornale raggiunse la tiratura di ben 400.000 copie.
Diabolik nei '70 è cambiato: non è più spietato e violento come agli esordi, ma
ora segue un suo personale codice morale, è leale e riconoscente verso chi lo
aiuta, detesta chi si approfitta delle debolezze altrui, uccide solo se
necessario ed è innamoratissimo di Eva, restandole sempre fedele.
Nei colpi che progetta il criminale non cerca più solo il guadagno, ma
soprattutto l'emozione della sfida. Il n. 5 (107) del 1968, il celebre
"Diabolik, chi sei?", fa un po' di luce sul suo passato: unico
sopravvissuto di un naufragio, giunse in fasce su un'isola fuori delle normali
rotte, fu allevato dagli uomini del malvivente King e da loro apprese le più
svariate tecniche criminali. Diventato adulto, uccise King e fuggì dall'isola
con il tesoro della banda, adottando il nome di una feroce pantera nera a cui
King lo aveva paragonato.
Anche Eva si è evoluta rispetto agli esordi ed è ora una donna sicura,
emancipata, autonoma, pronta a tutto per salvare il suo uomo. In principio si
dava a intendere che Eva avesse avuto un passato burrascoso, poi si è chiarito
che prima di Diabolik tutti i suoi incontri erano stati platonici, compreso
quello con il defunto marito, Lord Antony Kant, fratello del padre naturale di
Eva. Essendo figlia illegittima, Eva lo aveva sposato solo per acquisire il
diritto a portarne il nome.
Ginko rimane sostanzialmente lo stesso, un poliziotto acuto e integerrimo
trattato dal suo avversario con grande rispetto perché spesso riesce a metterlo
in difficoltà, destinato a perdere senza però mai scoraggiarsi. Infine, anche
Altea nei '70 si è trasformata, ha abbandonato i titoli nobiliari ed è
diventata una donna moderna e risoluta, vero e proprio contraltare di Eva.
. Autrice dei soggetti di Diabolik fu sempre Angela, cui si affiancò Luciana
dal 1964. Molti altri furono autori o coautori delle trame: queste erano
sviluppate in riunioni collegiali con le due sorelle per mettere a punto con
coerenza i trucchi dei furti e delle fughe in modo da realizzare un racconto
avvincente e verosimile, logicamente ineccepibile.
Di molti autori i lettori di Diabolik non hanno mai saputo, perché gli unici
nomi che apparivano erano quelli delle Giussani: solo dal 1992 per ogni
episodio furono riportati i suoi realizzatori.
Anche negli anni '80 e '90 il successo di Diabolik continuò immutato. Dal 1981
la periodicità passò a mensile, tranne che a luglio e ad agosto quando c'erano
due uscite quindicinali. Angela Giussani scomparve nel 1987 e Luciana continuò
da sola a curare i soggetti. Non riuscendo a produrre più la stessa mole di
materiale del passato, ridusse la periodicità da mensile a bimestrale dal 1989,
passando gradualmente le incombenze direttive alla rientrata Martinelli, che
dal 1992 diventò direttrice responsabile, mentre la casa editrice fu
ribattezzata Nuova Astorina.
Nel 2001 la Panini pubblicò una raccolta di figurine tratte dai cartoni
animati. Nello stesso anno scomparve Luciana.
Sul motivo del successo di Diabolik si sono versati fiumi di inchiostro. In lui
si è voluta vedere l'idealizzazione dei comportamenti di rottura dei giovani
nei confronti della famiglia e della società, un rifiuto delle convenzioni e
una "risposta al perbenismo imperante in quegli anni" (parole di
Angela Giussani) che trovano nell'eroe nero la loro apoteosi, giustificando gli
atteggiamenti di aggressività individuale. In quest'ottica, il poliziotto
antagonista diventa il simbolo del resto dell'umanità, patetica ed eternamente
perdente. Ma al di là delle interpretazioni sociologiche di chi conosce (o
crede di conoscere...) Diabolik, il vero segreto del successo è
nell'accuratezza delle trame e nell'avvincente atmosfera di suspence che
stimola il lettore a chiedersi come farà la più celebre coppia di
amanti-criminali del fumetto a portare a segno il colpo di turno, eludendo i
controlli e sfuggendo come sempre all'arresto.
Quarantatrè anni di onorata carriera: Diabolik ed Eva coppia perfetta?

Il romanzo di Diabolik n. 1 (lug/dic 1967) – Pier Carpi
Adattamento da Il mistero della camera chiusa (2° Serie, n.2) e Scacco
alla malavita (2° Serie, n.12)




“Il romanzo di Diabolik” Collana diretta da Pier Carpi
Biografia 4
Dai fumetti alla narrativa,
saranno riproposti i più importanti e significativi lavori eseguiti in circa
40 anni di ininterrotta attività iniziata nel 1961 a Milano entrando come
redattore al Bertoldo, edito da Gino Sansoni.
Grazie alla collaborazione di Salvatore Vaglica, nominato procuratore per la
tutela del patrimonio letterario e già amico di Pier Carpi, oltre che di altri
amici come Graziano Origa, sua l'Enciclopedia del fumetto delle Edizioni
Ottaviano, e dell'editore Ferruccio Arnoldi, saranno catalogate tutte le opere
per la creazione di un museo virtuale on line e per la diffusione delle
informazioni circa la disponibilità dello stesso patrimonio letterario e dei
relativi diritti d'autore.
Anche le opere
editoriali inedite saranno sottoposte a verifica per la loro pubblicazione
mentre per quelle cinematografiche - tra le quali la sceneggiatura del
film-verità sulla vita ed i misteri del maestro venerabile Licio Gelli - sono
in corso alcune trattative per la cessione dei diritti mondiali ad una
importante casa di produzione italiana.
Intanto nel 2003
l'Editoriale Mercury ha ripubblicato per gli amatori ed i collezionisti più
raffinati un numero speciale di Zakimort, disponibile anche on
line al prezzo di copertina di circa 30 euro.
|
Pier Carpi inizia a collaborare nel 1961
con varie case editrici, creando diverse strisce di natura umoristica
e realizzando lavori per periodici quali Il giallo Mondadori, Segretissimo
e Settimana radio tv. Nel 1963 entra ufficialmente nel mondo del fumetto
scrivendo varie sceneggiature per il periodico Topolino, e
realizzando anche i testi delle avventure italiane di Batman e Superman,
sempre per Mondadori.
Oltre alla creazione di
altri personaggi, I Naufraghi e Lancillotto, con
la collaborazione di Sergio Zaniboni, realizza pure i testi per le storie di Zakimort
(una sorta di Diabolik al femminile) e Teddy Bob. Dopo avere
elaborato una versione a fumetti di Pinocchio, con disegni di Giovanni
Manca, fonda nel 1970 con Alfredo Castelli la rivista Horror e
nel 1971 al salone Internazionale di Lucca riceve il premio Yellov Kid
d'oro quale migliore autore di fumetti dell'anno. Fu anche
determinante la sua collaborazione con le sorelle Giussani per la creazione
di Diabolik e per la scelta del personaggio (sue alcune delle
sceneggiature dei primi numeri) dato che tale scelta doveva cadere su due
proposte, una delle quali era Diabolicus. Per la narrativa
e la saggistica Pier Carpi debutta con La morte facile (1964),
e scrive moltissimi libri tra cui Il romanzo di Diabolik e Storia
della magia (1968), Il mistero di Sherlock Holmes e Le società
segrete (1969), Cagliostro il taumaturgo (1972), I mercanti
dell'occulto (1974), Un ombra nell'ombra e Rasputin ultimo
profeta (1975), Le profezie di Papa Giovanni XXIII (1977), Palazzo
d'Estate (1978), La Banda Kennedy (2 edizioni 1980 e 1990), Il
caso Gelli (1982), Il diavolo (1988), Il Venerabile (1993),
Gesù contro Cristo (1999).
Come giornalista
collabora con importanti testate italiane e straniere, tra le quali Stern,
Gente, Panorama, La Domenica del Corriere, prestando la
sua opera di inviato speciale. Nella sua carriera ha
vinto altri importanti premi come quello internazionale di
giornalismo, l'Hans Cristian Andersen per la fiaba, il premio Carlomagno di
Acquisgrana, il Bancarella e il Bancarellino, il premio Carlo Alberto Dalla
Chiesa e il premio J. L. Borges. Per il cinema è stato selezionato alla
Biennale di Venezia e al Festival di Cannes. |
PIER
CARPI REDUX
Worldwide
Copyright:
Salvatore Vaglica – pr & management
+393486044980
Email: piercarpi@interfree.it
Link:
http://www.pagine70.com/vmnews/wmview.php?ArtID=511
http://www.diabolikclub.it/Romanzi/It01-10.htm